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Ci sono diversi tipi di Mining, dal Proof of Work, al Cloud Mining, passando dal Proof of Stake. Tutti sono profittevoli chi di più chi di meno, vedremo in questo articolo le due categorie più grandi che meritano un certo approfondimento.

Per poter validare un blocco della Blockchain occorre eseguire un calcolo molto complesso di crittografia.

Questo algoritmo non è conosciuto dai Miners, quindi non è possibile arrivare immediatamente alla soluzione del problema.

Occorre arrivarci per tentativi con la tecnica del Brute Force, la stesso procedimento che si può utilizzare per forzare una Password.

Questo metodo è noto anche come “ricerca esaustiva della soluzione”.

Logicamente per poter effettuare questi calcoli sono necessarie delle macchine con una potenza di calcolo molto alta, con un conseguente dispendio di energia proporzionale.

La tipologia di validazione dei blocchi appena illustrata si basa su una “prova lavoro” chiamata in gergo Proof Of Work.

Ne consegue che il procedimento sia abbastanza lento, infatti per la validazione di un blocco della Blockchain di Bitcoin, occorrono 10 minuti.

In parallelo a questo metodo di validazione, è nato anche un altro metodo detto Proof Of Stake.

In questo caso non è necessaria una “prova di lavoro”, bensì una “prova di puntata”; ovverosia la detenzione di un numero di monete che concorrono alla validazione del blocco.

Come possiamo vedere i costi energetici sono realmente ridotti all’osso e, visto che si tratta di detenere delle monete, è come dire alla portata di tutti in quanto non sono necessari elaboratori dedicati.

Ma come funziona questo metodo di validazione?

Come ho spiegato si basa sulla detenzione di Criptovalute che appunto sfruttano il loro stesso possesso da parte di un soggetto per concorrere alla validazione dei blocchi.

In parole povere occorre dimostrare che si detengono delle monete per poter validare il blocco.

Ovviamente in maniera estremamente semplice.

A questo punto la domanda è più che legittima: ma se per validare un blocco devo dimostrare una quantità di monete, quando detengo il 51% delle monete mando in collasso il sistema?

Sì, viene meno ad un principio fondamentale delle Criptovalute: La decentralizzazione.

Ebbene per evitare questa situazione sono state istituite degli strumenti tali ad impedirne il verificarsi.

E’ stato originato il Delegated Proof of Stake: in pratica le monete di proprietà di ciascun utente vengono inserite, chiaramente è intenzionale la cosa, in un “salvadanaio” generale gestito da un delegato.

Occorre precisare che le monete rimangono, bloccate (per impedire la doppia spesa), sul proprio Wallet personale e solo tramite collegamenti compaiono in questo “salvadanaio” delegato.

Apparentemente non cambierebbe nulla, infatti, addirittura, si potrebbe arrivare ancora prima al 51% delle monete, ma non è cosi.

In questo contesto è stata inserita anche l’anzianità della detenzione, e dopo che le proprie monete hanno concorso alla validazione di un blocco, per il successivo non possono essere utilizzate in quanto “troppo giovani”.

Ecco che in questo sistema si limita in maniera abbastanza efficace la centralizzazione.

Precursore di questa novità dell’inserimento dell’anzianità della moneta è stato PeerCoin.

Parimenti c’è un’azienda tutta italiana, Algorand, che invece si basa esattamente sul Pure Proof of Stake.

Questa azienda ha basato il proprio protocollo di PPoS (Pure Proof of Stake), su due fattori ben precisi:

La democraticità del sistema e l’onestà delle persone.

Diciamo che il primo è in esatta correlazione con il secondo; mi spiego meglio.

In questa tipologia di validazione non viene imposta l’anzianità delle monete e nemmeno il congelamento tramite Delegate.

Semplicemente vengono estratti a sorte i conti che concorreranno alla validazione del blocco.

E l’onestà delle persone come viene chiamata in causa?

Semplicemente per due motivi, il primo consiste nel fatto che i “piccoli proprietari” di monete non possono in alcun modo far vacillare il metodo di consenso.

Per quanto riguarda quelli che hanno una grande quantità di moneta non hanno nessun interesse a centralizzarla: avrebbe una svalutazione immediata a livello di mercato, con una conseguente perdita da parte dei possessori.

In questa maniera si ottiene un sistema democratico dove tutti (grandi e piccoli) possono concorrere alla validazione del blocco, avere delle Rewards (ricompense) e costruire un sistema solido e inattaccabile.

Dopo la lettura appare estremamente chiaro che è possibile fare Mining, anche con uno Smartphone senza camminare alla ricerca dell’Arca Perduta!

Anche di questo ne parliamo in maniera diffusa nel Gruppo!

Se non sei propriamente introdotto nel discorso criptovalute, mi permetto di consigliarti questo libro: https://amzn.to/2WjXI32.

 

Buon Mining Week End a tutti

Chi gioca per vincere, non perde mai!

Eros Luomoneros Silvagni

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