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Più passa il tempo e più iniziano a nascere dubbi sull’effettiva efficacia della manovra messa in campo dall’Opec dopo l’accordo di fine novembre. Dubbi che stanno creando nuove nubi all’orizzonte per il futuro del Petrolio.

Che qualcosa non torna se ne sono accorti un po’ tutti (se vi ricordate abbiamo dedicato un approfondimento all’Opec poco tempo fa, l’articolo lo trovi a questo link) e con il passare del tempo i dubbi aumentano. Oggi in particolare vogliamo concentrarci su due aspetti.

In prima analisi: l’accordo per il taglio di produzione giornaliera dei barili di Petrolio è stato trovato per i primi sei mesi di quest’anno. Cosa succederà una volta che saranno passati i termini stabiliti? Ci sarà una sorta di tacito rinnovo o bisognerà ripartire con i negoziati?

Il secondo aspetto è che il mercato del Petrolio non è solo Opec. È vero, l’accordo di Vienna ha visto l’approvazione ed il supporto anche di paesi produttori che non fanno parte del cartello ma abbiamo già visto come tra il dire ed il fare c’è spesso di mezzo il mare: ed in questo caso, passare dalle parole ai fatti non è così immediato.

Ci sono però anche altri fattori da considerare, per esempio gli Stati Uniti che dal momento dell’accordo ad oggi hanno aumentato la loro produzione di quasi 500.000 barili al giorno. Barili che ovviamente vanno ad aumentare l’offerta giornaliera del greggio e come ben sappiamo, laddove l’offerta è alta, difficilmente il prezzo aumenta come sperato.

In più abbiamo la Libia e la Nigeria, due paesi che sono stati esentati dalle manovre dell’Opec, e anche loro hanno immesso sul mercato in questi mesi un quantitativo giornaliero di Petrolio maggiore di quanto non fosse in precedenza.

Mettiamo insieme i pezzi del puzzle e ci rendiamo conto che le nubi all’orizzonte si stanno facendo sempre più minacciose. ABN Amro, il più grande istituto finanziario d’Olanda, ha detto che se si continua su questa strada “non ci sarebbe da sorprendersi se il greggio tornasse a quota 30 $ al barile”.

Abbiamo fatto ieri un discorso simile per quanto riguarda l’Oro (trovi l’approfondimento a questo indirizzo): nei mercati attuali i fattori in gioco sono sempre di più e non possono essere tenuti tutti sotto controllo. Non ci sta riuscendo l’Opec, il più grande cartello di paesi produttori di uno dei beni più importanti a livello economico nel mondo, e questo è tutto dire.

Ieri è stata una giornata positiva per il Petrolio, ma è dalla metà di dicembre che il prezzo si trova all’interno di un range che oscilla tra i 50 ed i 55 $ al barile (parliamo del WTI ma per il Brent la situazione è analoga).

Vi terremo sicuramente aggiornati sull’evolversi della situazione.

Buon Trading a tutti

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