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Google è stata accusata ancora una volta di concorrenza sleale: la società americana è infatti finita nel mirino dell’Antitrust indiano che le ha recapitato una multa da 21 milioni di dollari per aver sfruttato la propria posizione da numero uno del web per “manipolare” le ricerche degli utenti inducendoli ad acquistare da alcuni negozi piuttosto che da altri.

Non è la prima volta che il motore di ricerca più famoso del mondo viene accusato di concorrenza sleale: già qualche mese fa ci aveva pensato la Commissione Europea ad infliggerli una multa record da 2,4 miliardi di Euro (ne abbiamo parlato anche noi qui su Amica Borsa, puoi trovare l’articolo a questo link), ora i problemi arrivano invece dall’altra parte del mondo ed in particolare in India dove l’antitrust locale ha accusato il colosso di internet di aver manipolato intenzionalmente le ricerche degli utenti inducendoli ad aquistare da negozi indicati dal motore di ricerca.

La Competition Commission of India (CCI) è andata a fondo a questa storia ed ha pubblicato un report di 190 pagine in cui accusa Google di quanto abbiamo appena detto sopra: accusa che non riguarda la pubblicità a pagamento ma le ricerche cosiddette organiche, quelle cioè che gli utenti abitualmente fanno tramite il motore di ricerca.

A questo punto Google ha sessanta giorni per depositare la cifra ed evitare ulteriori problemi e dall’azienda americana sono arrivate anche delle dichiarazioni ufficiali secondo cui verrà fatto tutto il necessario per fare luce su questa vicenda. Allo stesso tempo però ha anche fatto sapere che sulla maggior parte degli aspetti esaminati dalla CCI non sono state trovate problematiche di rilievo a dimostrazione del fatto che il lavoro di Google in India viene portato avanti in maniera trasparente.

Riguardo alla cifra della multa ci sono state delle critiche sul fatto che fosse troppo bassa: l‘ammontare è stato calcolato come il 5% del fatturato generato da Google dalle sue operazioni nel paese indiano e paragonandola soprattutto con la multa inflitta dall’Unione Europea sembra veramente un numero irrisorio.

Come dicevamo a questo punto la palla passa a Google che ha un periodo di tempo di sessanta giorni per sistemare la situazione: se ciò non dovesse avvenire (ma vista la cifra così bassa è difficile pensarlo) allora potrebbero arrivare seri provvedimenti da parte della CCI la quale potrebbe decidere di andare ancora più a fondo in questa storia ed impedire addirittura al motore di ricerca più famoso al mondo di operare in India. Ipotesi decisamente remota ma che può comunque accadere.

Buon Trading a tutti


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