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Ha preso forma, nella pubblica amministrazione di Bari, un progetto di Smart-Working; vediamo in che modo e per quale motivo la Blockchain diventa un anello fondamentale nel processo.

Lo Smart-Working o, in italiano, Lavoro Agile, è stato regolamentato grazie alla legge n.81 del 22 Maggio 2017.

In questa legge vengono definiti in maniera univoca tutti gli aspetti che caratterizzano e normano questa tipologia di lavoro.

A distanza di circa 2 anni, in una pubblica amministrazione Pugliese, questa tipologia di lavoro da remoto, è stata affiancata dalla Blockchain.

Vediamo nel dettaglio come questa POC (Proof of Concept) ha preso forma.

Le entità che interagiscono in questa partnership sono, appunto il Comune di  Bari e la Fincons, un’ azienda di Business Consulting che fa parte del consorzio CITADEL.

Premesso che il Comune di Bari ha già attivato in maniera formale questa tipologia di lavoro, ora è sua intenzione appoggiarsi ad un DLT (Distributed Ledger Technology).

Questo registro distribuito dovrà gestire il lavoro dei dipendenti che aderiscono al progetto in una maniera ben precisa:

almeno 1 giorno di Smart-Working alla settimana, fruibile dalle 6:00 alle 22:00 e 2 ore di disponibilità obbligatoria.

La giornata dedicata allo Smart-Working, potrà essere articolata, a scelta del lavoratore, parte in ufficio e parte Smart oppure completamente Smart.

Chiaramente le attività potranno essere interrotte a discrezione dell’operatore, opportunamente registrate.

Ancora una volta il Comune Pugliese si trova in prima linea nella sperimentazione: migliorare il benessere organizzativo dei propri dipendenti.

Questa iniziativa, crea il connubio tra Smart-Working e Smart-Contract, dimostrando come sia possibile conciliare tempi di vita con quelli lavorativi, mediante l’utilizzo dei DLT seguendo la normativa. (Art. 8 ter del D.L. 135/2018)

La Fincons ha proposto una soluzione che si basa sulla tecnologia di Ethereum combinate a innovative tecnologie crittografiche.

Dette tecnologie oltre a garantire l’integrità e l’affidabilità assicurate anche per sua natura dai DLT, sono perfettamente in linea con i dettami della normativa sulla privacy.

Lo Smartworker sarà dotato di un’app android per gestire le attività di avvio-arresto del lavoro.

Una volta avviata l’applicazione, l’utente sceglie una Password, mentre a livello Software, l’indirizzo ETH viene creato casualmente.

Tutti i dati di identificazione dell’utente sono sempre crittografati: le transazioni DLT contengono solo il codice Hash dei dati, mentre i dati veri e propri crittografati sono memorizzati al di fuori del DLT.

Veniamo al titolo dell’articolo: per quale motivo la Blockchain potrà regolamentare lo Smart-Working.

La partnership istituita dal Comune di Bari è articolata in maniera corretta, però un lettore attento potrebbe sollevare il quesito che la veridicità delle ore lavorate dallo Smartworker siano “in mano” all’integrità morale del dipendente stesso.

Tutto questo è vero, però la Blockchain ha una particolarità al suo interno e si chiama Time Stamp.

Ovverosia la scrittura oltrechè essere cronologica, riporta anche la scrittura del preciso istante  in cui il dato è stato scritto.

In questo modo si ha la piena visibilità delle tempistiche di lavoro che possono essere controllate con i dati dell’applicazione.

In abbinamento si può attivare uno Smart-Contract che confronti direttamente i due dati e possa segnalare l’eventuale incongruenza.

Mai come in questo periodo, soprattutto nel post-Covid, sarebbe auspicabile gestire lo Smart-Work mediante la Blockchain.

Mediante uno scrupoloso utilizzo degli Smart-Contract, si otterrebbe una regolamentazione del lavoro Agile senza uguali.

Potremmo chiamarla una forma di “CyberSindacato” Super Partes, il quale non fa altro che applicare alla lettera ciò che la legge già prevede.

Il tutto caratterizzato da un’obiettività tale da far invidia al genere umano!

Buon Smart-Weekend a tutti!

 

Chi gioca per vincere, non perde mai

Eros Luomoneros Silvagni

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