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Venticinque anni di crescita ininterrotta. Queste poche parole riassumono lo stato dell’economia australiana che dal 1991, dopo un periodo di crisi, non ha fatto registrare contrazioni per due trimestri consecutivi e non ha neanche risentito degli effetti del crollo mondiale del 2008.

Il record che abbiamo appena citato è senza ombra di dubbio molto ambito perchè rappresenta un traguardo che ogni paese vorrebbe raggiungere. Ma come è stato possibile arrivare a questo risultato? “È stato un mix di bravura e di fortuna” come ha commentato Ian Harper, membro esecutivo della Reserve Bank of Australia. Vediamo perchè iniziando dalla bravura.

Tra gli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta la situazione era decisamente differente e l’economia australiana non era certo tra le migliori al mondo. Poi è iniziata una serie di riforme strutturali che hanno coinvolto vari settori politico-economici, dalle tasse al sistema pensionistico passando per quello dei salari. Anche la RBA, la banca centrale australiana, è stata resa ufficialmente indipendente a partire dal 1996.

Tutte queste riforme hanno permesso all’Australia di poter sfruttare a pieno quella che Harper ha chiamato “fortuna”. L’economia australiana infatti ha beneficiato in maniera quasi smisurata del boom cinese. Sappiamo che la Cina, oggi una potenza economica mondiale, ha avuto una crescita incredibile negli ultimi anni tanto da diventare il più importante centro produttivo del mondo. E l’Australia, che basa buona parte delle sue esportazioni sulle materie prime, è stata ben felice di fornire quanto necessario alle industrie cinesi intascando tanti soldi.

Perchè abbiamo parlato di record? Perchè l’economia australiana si sta avvicinando di gran carriera al record del periodo più lungo di crescita economica attualmente detenuto dall’Olanda che ha visto la sua economia salire dal 1980 al 2008. L’australia è molto vicina a questo record però, è giusto precisarlo, non è tutto rose e fiori.

Anche un’economia particolarmente florida presenta i suoi problemi di gestione e questo la RBA lo sa molto bene dal momento che nell’ultimo periodo ha operato una riduzione dei tassi d’interesse fino al valore attuale dell’1,50% che rappresenta il minimo storico per la valuta australiana. Siamo nel bel mezzo di un boom del mercato immobiliare con i prezzi delle abitazioni che in alcune città sono raddoppiati nel giro di pochi anni ed il livello di indebitamento della popolazione è sempre più alto (in questo i cittadini australiani sono simili agli inglesi come abbiamo visto in questo post).

Lo ripetiamo, un’economia in forte espansione presenta anch’essa i suoi problemi ma sono ben differenti dai problemi derivanti da una crisi come quella che abbiamo vissuto in Europa. Questa storia è la dimostrazione che una buona pianificazione unita a delle riforme mirate può portare ad ottenere degli ottimi risultati. Non dall’oggi al domani certo, ci vuole un orizzonte temporale più lungo, ma questo può essere di buon auspicio anche alle coraggiose manovre che sta mettendo in atto Donald Trump.

Buon Trading a tutti

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