Cari amici appassionati di Spread Trading oggi continuiamo la nostra carrellata sui sottostanti che utilizziamo in sala trading per quest’operatività.

Dopo aver visto le granaglie, le carni ed i coloniali oggi è la volta degli energetici. Quando parliamo di materie prime legate all’energia (ed in particolare quelle che normalmente si usano nell’operatività in Spread) facciamo riferimento principalmente a cinque sottostanti: il petrolio (nelle due versioni WTI e Brent), la benzina verde, il gasolio ed il natural gas.

Una premessa: facciamo riferimento ai sottostanti quotati sul NYMEX (New York Mercantile Exchange): in realtà operiamo anche sui sottostanti quotati a Londra (come per esempio il Brent) su cui sono scambiati gli stessi sottostanti ma con caratteristiche diverse (come quelle tra WTI e Brent che abbiamo visto in questo articolo).

Bene, partiamo proprio dal petrolio: parlando in base alla nostra esperienza diretta quello che possiamo dire è che tendiamo a stare attenti a questo sottostante. Certo, se poi si presentano occasioni che secondo noi sono ghiotte non ci tiriamo indietro, come è successo con il Brent che ci ha permesso di portare a casa un buon profitto in un periodo in cui la volatilità del petrolio ha scottato parecchi trader. Questo a dimostrazione ancora una volta del fatto che lavorare in Spread dà accesso ad operazioni che sul singolo sottostante sarebbero proibitive per molti (sia come margine che come rischio).

Oltre al petrolio vengono utilizzati anche i suoi due derivati principali: il gasolio e la benzina. Partiamo dal primo, la cui denominazione corretta è NY Harbor ULSD (Heating Oil è la vecchia versione che è stata sostituita nel 2013 da quella attuale in seguito alle nuove norme ambientali sempre più restrittive). Su questo sottostante siamo stati protagonisti la scorsa estate di una buona operazione con le scadenze Dicembre 2015 – Gennaio 2015. Quello sotto il dettaglio dell’operazione che abbiamo fatto con 8 contratti Spread

HOZ15-HOF16

Non fatevi ingannare dalle medie, si sono abbassate dopo la discesa dei mesi successivi. Il profitto totale dell’operazione è stato di 399$ al netto delle commissioni a fronte di un margine totale di 800$. Stiamo parlando del 50% in poco più di una settimana…

In realtà a posteriori si poteva prendere sicuramente di più ma eravamo in prossimità della settimana di ferragosto e noi avevamo stabilito di non lasciare operazioni aperte.

Il secondo derivato del petrolio che utilizziamo è la benzina verde, RBOB Gasoline. La sigla RBOB è un acronimo che sta ad indicare la particolare miscela che contiene ossigeno, ma non ci addentriamo in questi aspetti tecnici. Di questo sottostante voglio farvi vedere un’operazione in cui non siamo stati eseguiti e che ci è rimasta sullo stomaco.

Lo Spread, un butterfly con stagionalità che iniziava nel mese di Febbraio, aveva superato tutte le nostre analisi ed avevamo messo un ordine pendente di 5 contratti sul livello -0,1052. Lo spread ha toccato in intraday un massimo di -0,1054 per poi scendere fino al valore attuale (che nel momento in cui scriviamo è di -0,1208). Questo il grafico

RBOB Gasoline

Purtroppo come abbiamo detto non siamo stati eseguiti ed a vedere lo Spread adesso aumentano i rimpianti. Resta comunque il fatto che la nostra analisi era più che corretta.

L’ultimo sottostante che vediamo è il Natural Gas, sottostante dal tick pesante (ogni punto sono 10.000$). Anche questo è un sottostante che seguiamo ma a cui facciamo molta, molta attenzione. Abbiamo comunque visto un’operazione che ci ha visto protagonisti lo scorso anno, a dimostrazione che se si sa quello che si sta facendo si possono sfruttare certe opportunità.

Bene amici anche con gli energetici abbiamo finito. Ci restano da vedere i metalli e poi faremo anche una panoramica sui sottostanti quotati sulla borsa di Londra.

Buon profitto a tutti

Luca