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Eccoci arrivati all’ultimo degli appuntamenti che riguardano i sottostanti maggiormente utilizzati quando si fa Spread Trading, almeno per quelli che riguarda il mercato americano. Ci rimane da vedere solamente i metalli che ed è quello che faremo oggi.

Dedicheremo un approfondimento a parte per le Materie Prime quotate a Londra, che ci capita ogni tanto di utilizzare e anche con buoni risultati fino a questo momento. Ma veniamo a noi ed ai metalli.

Qui su Amica Borsa ne abbiamo iniziato a parlare sotto un punto di vista diverso, cioè quello dei metalli fisici e del valore che hanno e che non gli toglie nessuno. Abbiamo messo in risalto soprattutto il loro valore come protezione nei confronti dei problemi legati alle valute.

Anche lo Spread Trading è una tecnica di copertura e protezione nei confronti delle oscillazioni del mercato, anzi a dirla tutta è una delle più famose specie per chi opera sul mercato dei futures che è di natura molto, molto volatile (e può fare molto, molto male). Con lo Spread Trading ci si può permettere di fare operazioni anche su sottostanti pericolosi (come il Brent) senza passare le notti insonni e senza indebitarsi per coprire i margini che altrimenti sarebbero proibitivi.

Se la vediamo sotto questo punto di vista allora possiamo immaginare anche il perchè è una tecnica utilizzata da chi opera effettivamente nel settore delle materie prime, cioè da chi Soia, Petrolio, Oro, Argento etc… li commercia veramente e non solo per fini speculativi come facciamo noi.

Bene, fatta questa premessa per capire quale legame c’è tra lo Spread Trading ed il mercato reale, veniamo a noi. I sottostanti del settore metalli maggiormente utilizzati sono Oro, Argento e Rame. Esistono anche Spread che coinvolgono Platino e Palladio ma noi di solito neanche li consideriamo, spesso e volentieri per problemi di liquidità che coinvolgono le scadenze lontane nel tempo di questi sottostanti.

Iniziamo con l’Oro il cui future prevede l’acquisto (o la vendita) di 100 once troy di sottostante per ogni contratto scambiato. È uno dei contratti più scambiati al mondo (gli Open Interest del mese di Aprile scorso sono stati di oltre 550.000 contratti che corrispondono ad una quantità di Oro impensabile) ed è ovviamente anche uno dei più pericolosi. Nella nostra operatività capita di rado come Spread Intramarket (cioè che è formato da due contratti di Oro) ma capita spesso in combinazione con gli altri metalli preziosi, soprattutto Argento e Platino.

Noi personalmente tendiamo ad evitarli perchè hanno delle oscillazioni che metterebbero paura a chiunque. Anche perchè spesso, per bilanciare il contratto dell’Oro che ha un controvalore molto alto, lo Spread viene proposto con due contratti di Argento o due contratti di Platino. E questo lo rende ancora più pericoloso.

Quindi il nostro consiglio è di fare moltissima attenzione. Se c’è qualcosa di più del bollino rosso, quello è il colore da dare a questi Spread.

Discorso diverso invece per l’Argento, anzi quasi opposto direi. L’Argento viene spesso proposto in Intramarket, ma ci sono capitati degli Spread in cui il movimento previsto era talmente poco ampio, che l’eventuale ritorno per contratto sarebbe stato quasi irrisorio. Questo significa che l’incidenza delle commissioni (sul singolo e ovviamente su più contratti) diventa molto alta. Fino a questo momento non ci sono capitate operazioni degne di nota con questo sottostante, per lo meno operazioni che rispettino i nostri criteri (tra cui c’è appunto anche quello dell’incidenza delle commissioni, ancor più importante quando si fanno Spread Multileg).

L’ultimo sottostante che vediamo tra il settore dei metalli è il Rame, che in passato ci ha dato qualche soddisfazione. Anche il Rame viene spesso proposto in Intramarket e vi faccio vedere uno Spread che seguivamo in questo mese per farvi capire cosa intendiamo quando parliamo di possibili ritorni quasi irrisori. Le scadenze proposte da Seasonalgo sono Giugno-Luglio 2016 e quello qui sotto è il grafico dello Spread come si presenta oggi

Spread-Metalli-Rame

Sia ben chiaro, nessuno sputerebbe in faccia ad un profitto di 62,50$ a contratto, ci mancherebbe. Il ragionamento da fare è piuttosto un altro: su quei 62,5$ bisogna toglierci le commissioni, sia in ingresso che in uscita (stiamo parlando di 4 eseguiti quindi). Ipotizzando un prezzo ad eseguito di un broker medio, diciamo 5$ per contratto Spread, avremmo 10$ di commissioni. Facendo due conti significa che le commissioni ci inciderebbero quasi il 20% sul profitto finale (il movimento che abbiamo considerato potrebbe rappresentare tranquillamente un primo target). A questo aggiungiamoci che comunque ci stiamo assumendo un rischio, e comunque dobbiamo impegnare del capitale a margine per fare l’operazione, la domanda che sorge spontanea è: ne vale la pena? O è meglio prendersi il rischio ed impegnare il capitale in altre operazioni potenzialmente più profittevoli?

Sono considerazioni che chi vuole fare questo mestiere di professione deve fare.

Bene amici, abbiamo visto i sottostanti utilizzati per lo Spread Trading che rappresentano circa il 90% della nostra operatività, quelli cioè quotati sui mercati americani. Ci sono quelli quotati sulla borsa di Londra, meno usati ma che noi abbiamo invece affrontato con profitto in qualche occasione.

Li vedremo in un prossimo appuntamento.

Buon Profitti a tutti

Il Manuale Del Trader Idiota


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