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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è in procinto di varare la sua seconda grande riforma da quando è alla guida del paese: dopo quella fiscale infatti sta per arrivare quella delle infrastrutture per un investimento totale stimato in 1,5 trilioni di dollari. L’annuncio è atteso a giorni e rappresenterà un deciso passo in avanti rispetto ad operazioni simili fatte in passato.

Il nuovo governo USA continua il suo percorso di riforme che secondo le intenzioni di Donald Trump dovrebbe riportare l’economia statunitense ai livelli che le spettano dopo la crisi del 2008. A dicembre è arrivata quella fiscale (in questo articolo abbiamo visto uno dei possibili effetti positivi che potrebbero riguardare Apple e Netflix), a giorni è attesa quella infrastrutturale che era stata un altro dei cavalli di battaglia di Trump durante la sua campagna elettorale.

L’investimento totale sarà di circa 1,5 trilioni di dollari di cui soltanto 200 miliardi saranno a carico del governo: il resto infatti arriverà direttamente dagli stati locali e questo rappresenta un cambiamento storico rispetto al passato. Nel corso della storia USA è sempre stato il governo a farsi carico della maggior parte delle spese per i miglioramenti infrastrutturali, adesso invece avverrà il contrario.

In cosa consiste dunque questa riforma delle infrastrutture fortemente voluta da Donald Trump e dal suo team? Citando le parole di Trump stesso “con gli investimenti previsti verranno costruite nuove strade, ponti, autostrade e collegamenti sull’acqua. I governi locali avranno la possibilità di ricevere fondi se dimostreranno di meritarli”.

Il piano ufficiale non è ancora stato reso pubblico ma il mese scorso sui giornali americani ne è spuntata una bozza non ufficiale che va a confermare le voci e le cifre di cui stiamo parlando noi oggi.

Oltre che a livello economico la riforma infrastrutturale USA prevede anche un cambiamento a livello burocratico. Secondo le intenzioni del governo infatti di pari passo alla creazione di nuove strade e ponti ci dovrà essere un alleggerimento nei processi di approvazione per le nuove costruzioni, siano esse immobiliari o infrastrutturali, che non dovranno durare oltre i due anni (attualmente ce ne possono volere fino a dieci).

Ancora qualche giorno dunque e ne sapremo di più: a meno che non ci saranno problemi come avvenuto per quella fiscale (che è stata approvata a distanza di diversi mesi dal suo annuncio) a breve la nuova riforma infrastrutturale USA vedrà la luce e sarà un’altra delle promesse mantenute da parte di Donald Trump.

Buon Trading a tutti

 


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