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Mannaggia, ho un sacco di cose da dire e non so da dove iniziare. Dai, andiamo per gradi e cerchiamo di capire per bene cosa c’entra con il Trading Sportivo quello che scriverò onestamente in questo post.

Sono uno che si innamora molto di rado. Sono più le fregature che ho preso verso gli affetti, rispetto ai profitti, ma quando parliamo di trading sportivo, possiamo parlare di un vero e proprio colpo di fulmine.

Ero già residente in Inghilterra, principalmente per motivi fiscali. In pratica, quando ho scoperto che si poteva evitare di evadere il fisco, avendo anche una vita tranquilla, pagando il 20% di tasse e solo sul reddito prodotto in UK, ho preso armi e bagagli cercando un nuovo inizio.

Lo so che non si può parlare di cervello in fuga e francamente me ne frego, ma passare da circa il 70% a zero in un’ora e mezza di aereo, fa una certa differenza nelle tasche di tutti.

Proprio qui, in Inghilterra, parlando con un giovanotto italiano in un bar, (italiano, perché in inglese sapevo dire solo pizza), ho scoperto che si poteva fare trading sportivo con una cosa chiamata Betfair e che questa società, permetteva di puntare su degli eventi sportivi in vari sport, uscendo dalla scommessa anche prima della fine delle partite, incassando delle vincite o limitando le perdite a pochi spiccioli. In un primo momento non ho dato peso, un po’ perché ero più interessato alla mia birra e un po’ perché questo ragazzo avrà avuto si e no una ventina di anni. Andando avanti con i discorsi, (e con le birre, tante, tante birre), il tizio mi spiega che posso diventare io il bookmaker, utilizzando la funzione “Banca”.

“Urca! posso diventare io il bookmaker?”

Questa frase continuava a rimbombarmi in testa e, quella sera, feci fatica ad arrivare a casa. Più che fatica, mi sentivo il passo pesante, diciamo come se mi fossi trasformato in un palombaro.

Cantavo: “posso diventare bookmaker, posso diventare bookmaker, posso diventare bookmaker” e camminavo con questo strano passo. (Metti prima avanti la destra, cerca di stare in piedi, poi metti la sinistra. Ripeti fino al portone di casa. Facile, dai).

L’indomani, mi svegliai con un gran mal di testa. Sicuramente avevo pensato troppo a questa cosa del trading sportivo.

Dico subito che ho sempre odiato le scommesse e che non sono mai stato un grande appassionato di sport. Per me lo sport era solo il rugby sport che ho praticato a livello agonistico, con scarsissimi risultati, fino al momento che non l’ho più potuto praticare per raggiunti limiti di età.

Quel giorno stesso, aprii il mio primo conto Betfair, cercando di capire il funzionamento dei vari tasti e mercati. Parlo con il cuore, se dico che quel conto durò un soffio.

Ho scritto sopra che si trattò di un amore a prima vista e non mi scoraggiai. (Azz, con la tastiera inglese, viene scritto che non mi scoreggiai).

Il resto fu fatto, fino ai giorni nostri, di tanto sacrificio, prove, studio, deduzioni e tanti errori da cui ho imparato. Oggi, posso dire di essere un trader sportivo esperto, tanto esperto, da poter mantenere la famiglia con questo lavoro.

Cosa penso di Gianluca Landi?

Al culmine della mia esperienza, ho scritto un manuale sul trading sportivo, mettendo giù una serie di tecniche che tuttora utilizzo per fare schei in questa cosa.

In questo manuale, è uscita una frase che biasimava i trader in giacca e cravatta, quelli che io chiamo i trader minestrina.

Dalle mie parti, si chiama “minestrina”, una persona che non è molto vigorosa, ma che pensa di sapere tutto di tutto.

Insomma, una frase messa li, ma senza un indirizzo particolare, diciamo un modo di dire per evidenziare una certa categoria di persone.

Passa del tempo, decido che rende molto di più fare il trader che il formatore, anzi, non è che decido, mi faccio proprio due conti, non solo sui schei, ma anche sul tempo libero, la rottura di palle di dover rispondere a persone anche quando non ho voglia. Insomma, faccio i conti sulla mia libertà e decido di fare solo trading per un determinato periodo. Esco proprio di scena con le mie pubblicazioni, chiudo il mio canale youtube, stessa cosa con la mia pagina facebook e il mio blog. Mi prendo un periodo per me stesso e per sviluppare una certa cosa che potrebbe cambiare l’economia mia e di generazioni dopo la mia. Dai, un bel periodo di “pensare in grande”.

E Gianluca Landi?

Ok, ok, la faccio corta. Landi, legge la frase della giacca e cravatta, la minestrina che cade su quella cravatta e la macchia e pensa che sto parlando di lui, ma mica me lo viene a dire e inizia a citarmi senza citarmi in qualche suo post. Io, non abbino di essere l’interprete di alcune marachelle citate, e dato che leggo molti dei suoi post perché credo nel confronto, mi capita pure di mettere un mi piace ad un post dove sono l’ignaro protagonista.

Resto ignaro fino a ieri mattina.

La settimana scorsa, con tante altre persone, ho deciso di partecipare ad un evento congiunto organizzato da Joe di Siena, Gianluca Landi e il Guru Asiatico. (Del guru Asiatico te ne parlo in un prossimo post perché ne vale la pena). Torno in aereo da Londra, carico in macchina Marco  e mi faccio una sbarellata di chilometri per arrivare alla riunione.

Ora, nella posizione in cui sono, per motivi di buona educazione, arrivo e mi metto in un angolino in fondo alla sala. Ascolto in religioso silenzio i vari relatori, per altro, molto interessanti.

L’idea che mi spinge, è che non si tratta di un mio evento e che non ritengo giusto partecipare al lavoro degli altri ritagliando degli spazi, ricamando dei contatti e rubare dal lavoro non fatto da me. Per lo stesso motivo, non mi sono fermato, a malincuore, all’apericena offerta dagli organizzatori.

Questo movimento veloce nell’abbandonare la sala, viene interpretato come se fossimo andati a rubacchiare le informazioni.

Caro Gianluca, non è così!

Qui devo parlare onestamente e affermare che è stato un pomeriggio molto bene organizzato e con contenuti ottimi, molti dei quali, al posto di Landi, non avrei dispensato gratis ai partecipanti.

Posso anche dire che è arrivato a dare la formazione di una squadra di serie A prima che fosse resa pubblica dagli organi di stampa e confermare di aver visto dei profitti dal trading molto interessanti.

L’unica cosa su cui non mi trovo d’accordo, è che lui si reputi più bello di me.

A parte gli scherzi, io credo che eventi come quello di Gaeta siano solo il meglio per il nostro movimento e che si debba battere le mani a persone che si impegnano nella divulgazione del trading sportivo, perché questo porta liquidità al mercato, confronto e miglioramento delle tecniche.

In questo sito parliamo spesso e in via continuativa di Betting Exchange, non per far vedere che siamo bravi, ma per un traguardo condiviso anche con altri trader. Giusto anche dire, che a livello italiano, Gianluca Landi, è la persona che ha parlato di betting exchange prima di molti altri, me compreso.

Che il profitto sia con te!

Max W. Soldini

P.S. Cosa penso di Gianluca Landi?

Penso che si sia fatto un culo così per arrivare dov’è, penso che ci abbia messo un sacco di anni, penso che si sia preso le sue belle fregature e che queste fregature le possa mettere in banca come fossero denaro contante, perché l’esperienza è l’amico prezioso di ogni trader. Penso ogni giorno che stia dando l’esempio a tanti altri, penso di volerlo superare e di diventare più bravo di lui, penso che sia contento che qualcuno voglia superarlo perché questo lo stimola a migliorare. Penso che, se lui migliora, anche noi possiamo migliorare.

Non ho visto personalmente, ma penso guidi una Land Rover. (Penso che, questa ultima frase, non me la perdonerà). 😎

 

La foto di copertina è di Tiaiana Mercado

 

 

 

 

 


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