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L’Europa può tirare un sospiro di sollievo, le elezioni Italiane hanno sostanzialmente rispettato le attese, la Germania avrà il suo governo con il via libera alla Grande coalizione e dunque al quarto governo Merkel,  ma non è affatto un bel periodo questo, per la Germania e per l’Europa. A rovinare la festa a Berlino è stato ancora una volta il presidente americano Donald Trump, che come sapete continua sulla sua strada andando contromano rispetto alla globalizzazione.

Nel bersaglio del governo Trump, aduso a mantenere le promesse  elettorali, i dazi su acciaio e alluminio. Mettendo in piedi un modello totalmente opposto al nostro che vedeva l’Italia, il Giappone e la Germania primi promotori e utilizzatori (modello export-oriented). 

I dati parlano chiaro: la crescita economica tedesca del 4 ° trimestre è per lo più derivata dalle esportazioni nette mentre la domanda interna rimane debole, il surplus della bilancia commerciale della Germania è balzato all’8,2% del PIL ma questo tesoretto ora è in pericolo. E’ assolutamente diventato prioritario intervenire con misure importanti a sostegno della domanda interna, la stessa Merkel a Taormina aveva reagito alle mosse di Washington con affermazioni forti, la cancelliera aveva compreso da subito il potenziale dannoso dei provvedimenti USA.

Ciò che possiamo portarci a casa da tutto ciò è di sicuro la consapevolezza della esistenza di una guerra economica globale, che si estende ovviamente anche al settore delle valute, nodo fondamentale per la crescita economica di qualsiasi nazione.

Le politiche monetarie europee dovranno necessariamente badare a tenere a freno l’euro per impedire alle nostre aziende ulteriori sofferenze dal competere sui mercati mondiali con uno svantaggio troppo evidente.

Il presidente della Bundesbank Jenas Weidmann avrà il suo bel da fare nei prossimi mesi.

“Proprio da Pechino sono arrivati avvertimenti a Trump: la Cina prenderà le “misure necessarie” se i dazi commerciali decisi da Washington danneggeranno gli interessi economici cinesi. “La Cina non vuole una guerra commerciale, ma se gli Stati Uniti varano azioni che ledono gli interessi cinesi, la Cina non starà a guardare e prendere le misure necessarie”, ha detto Zhang Yesui, portavoce del Congresso nazionale del popolo. Lo stesso Zhang ha anticipato che è in rampa di lancio una nuova legge per “promuovere e proteggere gli investimenti stranieri nel Paese”, con l’obiettivo di potenziare l’apertura della sua economia.”

Fonte la Repubblica economia

Intanto ieri Piazza Affari ha reagito con decisione realizzando un considerevole +1,75% nonostante le tensioni elettorali, in evidenza Fiat, promossa da Moody’s, fa registrare un +5,7% e Telecom con un +5,9%.

Se volete partecipare a questa discussione con noi scrivete le vostre opinioni sempre davvero gradite, commentate usando gli spazi in fondo a questa pagina.

Se volete partecipare a questa discussione con noi scrivete le vostre opinioni sempre davvero gradite, commentate usando gli spazi in fondo a questa pagina. Petrolio in calo ed euro forte concludono il quadro.

Un saluto a tutti e mi raccomando condividete questo articolo!

 


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