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Uber e Volvo insieme per creare una flotta di auto senza conducenti: l’azienda californiana ed il produttore svedese hanno infatti raggiunto un accordo per l’acquisto di 24.000 veicoli a guida autonoma tra il 2019 ed il 2021 per una cifra totale vicina agli 1,4 miliardi di dollari.

Dopo aver annunciato il futuristico servizio dei taxi volanti (ne abbiamo parlato qualche giorno fa in questo post) ora Uber ha deciso di fare un passo in avanti anche nel settore della guida autonoma come dimostra il recente accordo raggiunto con Volvo che prevede l’acquisto di 24.000 SUV modello XC90 nel biennio 2019-2021. La partnership annunciata dalle due aziende in realtà va ben al di là del semplice accordo commerciale dal momento che in programma c’è lo sviluppo della guida autonoma in modo da renderla sempre più sicura per gli utenti. Andiamo con ordine e vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Per prima cosa iniziamo dai soldi in ballo: in base ad alcune stime il totale dovrebbe essere pari a circa 1,4 miliardi di dollari. La cifra è stata stimata partendo dal prezzo base della XC90 negli Stati Uniti che è di 46.900 $ ma con molta probabilità, visto il numero decisamente alto di veicoli che verranno acquistati, il costo unitario sarà inferiore. Non stiamo comunque parlando di un investimento basso ed è la dimostrazione del fatto che Uber ha deciso di puntare forte sulla guida autonoma.

Il secondo aspetto interessante riguarda gli sviluppi tecnologici che potrebbero derivare da questa collaborazione: al momento Uber sta già testando la XC90 in Arizona, a San Francisco ed a Pittsburgh ma sulle auto sono presenti dei guidatori umani pronti ad intervenire in caso di necessità. In futuro si punta ovviamente ad avere auto completamente autonome e per raggiungere questo obiettivo sia Uber che Volvo hanno annunciato investimenti in questa direzione.

Un ultimo aspetto da considerare, confermato anche dai diretti interessati, riguarda il numero dei veicoli acquistati: si parla di 24.000 ma Uber si è riservata la possibilità di cambiare in corsa questa cifra in base alle sue necessità ed in base all’evolversi della vicenda.

Non c’è che dire, il nuovo CEO Dara Khosrowshahi si sta dando decisamente da fare per risollevare le sorti di un’azienda che era stata minata dalle tante difficoltà incontrate durante il suo percorso (tra cui la sospensione della licenza da parte della città di Londra). Una domanda però sorge spontanea: che fine faranno tutti i drivers che in questo momento vivono grazie ad Uber?

Una categoria appena nata ma che rischia già di scomparire nel giro di qualche anno.

Buon Trading a tutti

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