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Qualche tempo fa sono stato contattato da Fernando, l’amministratore di Dindicash, una piattaforma di pagamento digitale che si propone di costituire un circuito commerciale.

Il progetto è nato “su carta” nel 2014, quando Fernando e qualche altro appassionato hanno provato a creare l’ecosistema.

La prima volta che ho parlato con Fernando risale a maggio 2019 e quando scelgo di dedicare del mio tempo alle call, prima devo verificare che il progetto sia effettivamente consistente.
Onestamente di Dindicash non ci avevo capito molto: alcuni documenti erano ancora rudimentali e la piattaforma non era ancora ben sviluppata.

Il 7 ottobre la seconda chiamata con Fernando che mi spiega le evoluzioni del progetto, illustrandomi come la piattaforma sia praticamente pronta all’uso e molti utenti abbiano già iniziato a scambiarsi i Dindi, la moneta interna del circuito.

Partiamo con ordine.

Il token di cui parliamo si chiama Dindicash, ed è un token residente sulla Blokchain di Ethereum.
Al momento non la reputo la scelta migliore possibile, soprattutto per una piattaforma di pagamenti: il vantaggio è dunque quello di utilizzare Dindicash come token sulla Blockchain e utilizzare il token Dindi (centralizzato) per le transazioni interne alla piattaforma. Dindicash dunque è come se facesse da ponte di collegamento fra la piattaforma centralizzata e la Blockchain di Ethereum. Tutti i dati anche della sezione centralizzata, riferisce Fernando, sono riportati sulla Blockchain, andando dunque a registrare tutti i dati disponibili.

Ad ogni modo, molti token sono partiti dalla Blockchain di Ethereum per la facilità di programmazione e la semplice integrabilità degli Smart Contract, per poi creare una loro Blockchain proprietaria (Tron, Binance, Poet, Theta) o eventualmente migrare su un’altra blockchain.

Dindicash dunque è il “token interfaccia” fra la piattaforma aziendale e la Blockchain di Ethereum stessa.

Dindi è invece l’unità di misura interna dei pagamenti. Da quanto riportato dal Whitepaper, il valore del Dindi è ancorato al prezzo di 1 centesimo di euro. Il prezzo di Dindicash cambia invece in funzione della domanda e offerta.

Il token interno Dindi dunque è una valuta interna di pagamento, con la quale effettuare acquisti sulla piattaforma, acquistabile tramite i Dindicash a loro volta acquistabile tramite valute fiat o le principali Criptovalute.

Questa fase di Dindicash, la ritengo un pò come Augmento quando la prima volta che parlai con il loro CEO: una buona idea, ancora in fase embrionale. Augmento ha creato un’idea di trading a mio avviso rivoluzionaria e unica nel suo genere.

Il vantaggio di Dindicash è invece quello di creare un ecosistema di aziende e consumatori fidelizzati, un pò come sta facendo Sixthcontinent da qualche anno a questa parte. Ad ogni modo, il caso italiano più lampante di circuito commerciale, credo sia quello del Sardex.

Cosa possiamo dunque aspettarci dal progetto Dindicash?

Sicuramente di avvicinare tante persone al mondo delle Criptovalute, creando un circuito di pagamento alternativo, dove le aziende virtuose, che scelgono di aderire al circuito di pagamento in Criptovalute, avranno la possibilità di essere riconosciute e pubblicizzate grazie alla loro presenza sulla piattaforma Dindicash.

Già nel Whitepaper si trovano indicazioni rilevanti sulla visione aziendale. I numeri ovviamente sono ancora approssimativi, ma appena si entrerà nella fase di rodaggio, potranno sicuramente essere affinati.

Date una letta, ma soprattutto, per i più interessati, avanzate pure nei commenti delle valutazioni su questo progetto e su cosa possa servire a Dindicash per far arrivare Dindicash ad avere un impatto sul mercato in grado di portare valore agli utenti e soprattutto partecipare allo sviluppo della dimensione delle Criptovalute.

Sempre più progetti dall’Italia si propongono di portare valore alle persone e soprattutto di allargare la conoscenza delle Criptovalute. Da questo punto di vista Dindicash rappresenta un’altra occasione per sensibilizzare le masse.

La partenza è quello che ferma la maggior parte delle persone

Mike Zillo

 

 


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