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Notizia di giovedì 25 giugno, recente. Wirecard ha avviato la procedura di insolvenza a fronte di un buco che si è palesato in 2.1 miliardi di dollari.

Ancora non sono chiari i motivi per cui il colosso tedesco abbia potuto farsi scappare una tale cifra dai registri contabili, ma la conseguenza naturale è che anche la FCA ne ha bloccato l’operatività il venerdì stesso (il giorno dopo).

Il titolo di Wirecard era stato inserito anche nel DAX30, ovvero la lista delle 30 aziende tedesche maggiormente capitalizzate sul mercato. E Wirecard è stata la prima facente parte di quell’indice a dichiarare la bancarotta.

Il titolo Wirecard si è aggirato per molto tempo intorno ai 100€, con una punta in corrispondenza dei 199€ fra agosto e settembre del 2018 e che l’ha proiettata di diritto nell’indice dei top30 tedeschi (appunto il DAX 30).  Alla chiusura settimana del mercato di venerdì 26 giugno, il titolo prezzava circa 1.28€, perdendo quasi il 99% del valore.

Quali risvolti per il mondo delle Criptovalute in seguito alla vicenda Wirecard?

Wirecard è un provider di pagamento e non è coperto dal fondo di garanzia europeo, anche se a detta del CdA i fondi di Wirecard sarebbero stati custoditi in depositi protetti.

La card di MCO, di cui avevo parlato al tempo in questo articolo, si basava sul provider di pagamenti Wirecard e anche fonti ufficiali di MCO fanno sapere che si sono già mossi al fine di recuperare i fondi dei loro aderenti e in una comunicazione rilasciata a Coindesk annunciavano che entro 48 si sarebbero fatti rimborsare. Le 48 ore scadevano ieri, pertanto, dando il beneficio delle tempistiche di bonifico bancario, oggi avremmo dovuto avere novità in merito.

Qualcuno ha saputo qualcosa?

Ecco, mi immagino già le persone che avevano i fondi sulla MCO Card e che proveranno a puntare il dito verso che gli ha consigliato lo staking.

Per chi segue questo blog regolarmente e legge gli articoli di Criptovalute, avrà capito quanto io sia contrario allo staking su enti centralizzati. Per due motivi principali: il rischio intrinseco dell’ente centralizzato (not your keys, not your money), e la contribuizione alla centralizzazione dello staking stesso.

Ecco infatti che la promozione avanzata aveva scopo precisamente speculativo, in quanto in cambio di circa 200$ congelati, si avrebbe avuto immediatamente diritto a 50$, in MCO, immediatamente liquidabili.

Per quanto mi piaccia Binance, ad esempio, io non faccio staking su Binance. Binance rimane un ottimo servizio di trading, ottime commissioni, buona liqudità etc etc. Ma lo staking è un protocollo della Blockchain delle singole coin e IMHO non andrebbe fatto su enti centralizzati, che rischiano talvolta di eccedere anche il 51% di concentrazione dei voti, come successe per qualche mese sulla Blockchain di TRON, sulla quale faccio regolarmente staking sul wallet nativo Tronscan.

Sui Wallet farò comunque un video dedicato, focalizzandomi soprattutto sui diversi rischi dei Custodial e non-Custodial. Insomma, certi argomenti vanno approfonditi a dovere.

Per il momento, abbiamo osservato l’apertura di oggi di Wirecard e, beh, mica tanto da sorridere fino qua.

La partenza è quello che ferma la maggior parte delle persone

Mike Zillo


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