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Il Sondaggio

Business Insider ha intervistato un campione di giovani (poco più di 1800) che rientrano in quella che chiamano “Z Generation” ponendo la domanda relativa all’acquisto di Criptomonete.

Il risultato, come era prevedibile, non è stato entusiasmante, infatti oltre la metà ha asserito  che non è interessato all’acquisto di Criptomonete nei prossimi 6 mesi.

Di questa percentuale solo l’11% sarebbe interessato all’acquisto nei successivi 6 mesi.

Cos’è la Z Generation e perché la domanda è stata rivolta a loro?

La Z Generation, o Centennials identifica le persone nate dopo i millennials. Questa generazione, generalmente, viene circoscritta tra i nati dal 1995 fino al 2010.

Il tratto identificativo di questa generazione è, appunto, il diffuso utilizzo di internet e di conseguenza un massiccio utilizzo dei social media che incidono in maniera significativa nel loro processo di socializzazione.

Secondo alcuni studiosi il fatto di crescere in un grave periodo di recessione dà a questa generazione una sensazione di instabilità e insicurezza; ciò nonostante sono più desiderosi di aiutare il proprio paese.

Ecco spiegato dunque per quale motivo il target della domanda è stato appunto la Z Generation: si possono considerare entrambi “Figli di internet”.

Un report del MNI asserisce inoltre che la Z Generation, rappresenterà circa il 40% di tutti i consumatori entro la fine del 2020 e il potere di acquisto si aggira attorno ai 44 miliardi di dollari.

Perché non credere alla Criptomonete che sono “sorelle” temporali della Z generation?

I soggetti intervistati, ragazzi americani di età compresa tra i 13 e 21 anni, hanno espresso il loro completo disinteresse nei confronti di questa innovazione, mentre alcuni sono interessati ma nel futuro.

Si presume che questo disinteresse sulle Criptomonete sia derivato dalla marcata svalutazione occorsa alla Criptomoneta più conosciuta (BitCoin) nel 2018 e al proliferare di truffe e schemi Ponzi.

Di certo questa situazione non aiuta ad avere un giudizio critico sul mondo delle Criptovalute, ma ecco che all’orizzonte si delineano 3 ondine e la mano a pollice alzato con la manica blu: Lybra la criptomoneta di Facebook.

Essendo il 90% dei giovani costantemente collegati alla rete sfruttando i social media, si presuppone che i messaggi di marketing lanciati da queste piattaforme possano far breccia su questa generazione.

Luomoneros POV

Dopo questa introduzione e alcun intercalare necessario a far capire a tutti cosa sia la Z Generation, passiamo a quello che è il mio punto di vista.

Il campione prende in esame ragazzi dai 13 ai 21 anni che logicamente hanno la disponibilità economica di un adolescente.

Quanti di noi a 16 anni pensavano ad investire la paghetta che i genitori ci davano per acquistare titoli di borsa?

Ovviamente il paragone è opinabile, ma il concetto no, infatti ho parlato di titoli di borsa in quanto sono rappresentante della X Generation (dal 1960 fino alla metà degli anni 80).

All’epoca le Criptomonete erano a puro appannaggio dei visionari (da non confondere con i sognatori).

Quindi procedendo nel ragionamento, farebbe ridere ora come allora se un ragazzino decidesse di investire i propri risparmi in una manovra di, passatemi il termine, alta finanza.

Non Solo.

Quando si parla di titoli di borsa o di Criptomonete si utilizza un’iperbole per difetto (“la parte per il tutto” ho rubato una figura retorica alla grammatica italiana): enunciamo un componente dell’azienda per identificare tutta l’azienda.

Ebbene quanti di noi a 16 anni erano così visionari da ragionare come un imprenditore?

Pochi, molto pochi.

Nella sostanza a mio parere il campione preso in esame ha un’età tale che non permette di dare un sapaccato abbastanza attendibile della società moderna.

A circa 21 anni i ragazzi stanno studiando per potersi laureare e non sono ancora completamente proiettati nel mondo del lavoro.

Quindi non hanno una padronanza tale che gli possa permettere di discernere quale azienda ha un programma valido.

Per poi poter acquistare la Criptovaluta.

Altro aspetto secondo me molto importante riguarda le innovazioni tecnologiche che hanno vissuto, il così detto “salto nel buio”.

Quello che devi affrontare quanto il progresso ti spinge a modificare la strada che hai sempre percorso se non vuoi essere tagliato fuori.

Ricordo perfettamente l’avvento del GPS per le rilevazioni topografiche:

Mi sono trovato in campagna a ripetere il rilievo con teodolite e distanziometro elettronico per vedere se questi fantomatici satelliti “spaccavano” il centimetro.

E la sfida l’ha vinta il GPS, che in questo caso rappresentava il progresso, l’evoluzione tecnologica.

Di queste sfide i ragazzi non ne hanno vissute, non hanno avuto la paura del “salto nel buio”.

Tutte le innovazioni che hanno stravolto lo stile di vita sono state più una transizione. (vedi dal vinile al cd, dal fax all’e-mail, ecc. ecc.)

Si perché tutti noi, dalla Baby Boom Generation alla Z Generation, dobbiamo renderci conto che è questo il tono di “sfida” che ci stanno proponendo le Criptovalute.

Il salto nel buio grazie al quale rimarremo al passo con i tempi.

 

Cripto saluti generazionali a tutti!

Eros Luomoneros Silvagni

Chi gioca per vincere non perde mai!

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